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martedì 30 ottobre 2012

FINANZIAMENTI PROVINCIALI AI COMUNI


Approvata dalla giunta Cusani la proposta d’interventi per l’anno 2013 per Biblioteche, Musei ed Archivi Storici della Provincia di Latina, in base alla L.R. n. 42/97. I contributi riguardano la costruzione, l’ampliamento, la ristrutturazione e la conservazione delle sedi delle biblioteche, degli archivi storici, dei musei e delle strutture scientifiche degli Enti Locali, nonché per impianti attrezzature e allestimenti ad essi relativi per un importo complessivo di € 92.748,60.
Questo l’elenco approvato dalla Giunta Provinciale ripartito per Comune, Struttura, tipologia di intervento e finanziamento proposto. 







Aprilia Biblioteca Attrezzature e arredi € 7.000,00, Bassiano Biblioteca Impianti € 3.500,00 Castelforte Biblioteca Impianti € 2.000,00 Cisterna di Latina Museo Impianti € 15.748,60 Itri Archivio Impianti € 3.000,00 Latina Biblioteca Comunale Manuzio Impianti € 19.000,00 Norma biblioteca Ristrutturazione sede € 3.000,00 Priverno archivio Ristrutturazione edificio €10.000,00 Roccagorga Museo Impianti € 1.500,00 Roccagorga archivio Ristrutturazione € 2.000,00 Roccagorga archivio Impianti € 1.000,00 Sabaudia Museo Emilio Greco Ristrutturazione sede € 8.000,00 Sabaudia Archivio Attrezzature e Allestimenti € 2.000,00 Sezze biblioteca Costruzione, ampliamento e ristrutturazione sede € 8.000,00 Sezze Scalo biblioteca Interventi strutturali € 2.000,00 Sonnino Museo Manutenzione e restauro € 2.000,00 Ventotene biblioteca Impianti € 3.000,00.
La proposta, da sottoporre all’approvazione della Regione è stata elaborata sulla base delle istanze formulate da ciascun comune, adottando i criteri previsti dallo stesso comma 4 dell’art. 10 della L. R. 42/97, quali il numero degli abitanti, la descrizione delle attività richieste nonché la rendicontazione delle progettualità finanziate con i Piani degli anni precedenti.

domenica 28 ottobre 2012

CASTELFORTE DIFENDE LA SUA CASERMA E DICE NO ALL'ACCORPAMENTO CON QUELLA DI SANTI COSMA E DAMIANO!






NO all'accorpamento della stazione dei carabinieri di
Castelforte a quella di Santi Cosma e Damiano. E' questo
il motivo della convocazione dei capigruppo disposta dal
presidente del consiglio, Gianpiero Forte, che vuole
fissare la data di un consiglio comunale per approvare un
ordine del giorno che intende salvaguardare la locale
caserma dell'Arma. «C'è - ha detto Gianpiero Forte -
un'ipotesi di accorpamento della caserma di Castelforte
con quella di santi Cosma e Damiano. Ciò sarebbe la
conseguenza della ‘spending rev i ew ’, che andrebbe a ripercuotersi
anche sul nostro territorio, in quanto sarebbe tagliato il pagamento del
fitto dello stabile che ospita la stazione dei carabinieri. Un centro
come il nostro non può rinunciare
ad avere un presidio dell'Arma, visto che si tratta di una città turistica,
che si trova al confine con la Campania. Tra l'altro nelle vicinanze c'è
un ufficio postale, la banca e la
presenza dei militari costituisce un
deterrente. Noi come amministrazione abbiamo il dovere di preservare la stazione dei carabinieri ed è per questo che
abbiamo presentato una proposta al comando provinciale dell'Arma ed anche al Prefetto. Come amministrazione daremmo in uso gratuito, con scadenza novantennale,
l'edificio che ospita la stazione dei carabinieri di Castelforte. Ciò non comporterà alcuna spesa, riuscendo così
a conservare la nostra stazione, che, grazie ai numerosi
interventi effettuati nel tempo, costituisce una garanzia
per tutti i cittadini». Un'iniziativa preventiva, prima che
l'accorpamento sia deciso in maniera definitiva

GIUDICE DI PACE A MINTURNO: SANTI COSMA E DAMIANO E CASTELFORTE SI TIRANO FUORI DAGLI IMPEGNI, RESTA SOLA LA VOLONTA' DELL'AMMINISTRAZIONE DI MINTURNO






CONFERMATO l'obiettivo di voler conservare l'ufficio del giudice di pace a
Minturno, pur se andranno
fatti un pò di
conti. Questo
è quanto è
emerso ieri
durante il
summit svoltosi in municipio tra un
gruppo di avvocati del
sud pontino e
l'amministra -
zione di Minturno rappresentata dal
sindaco Paolo Graziano,
dal vicesindaco Aristide
Galasso e dal
delegato al
c on te n zi os o
Mino Bembo. Va subito
detto che la
r ap pr es entanza dei legali non è
stata massiccia, ma l'intendimento è
stato quello di verificare
se esistono le condizioni
per mantenere in vita uno
degli ultimi servizi rimasti, dopo la «scomparsa»
dell'ufficio del registro,
del catasto, della pretura e
di gran parte dell'ospedale
di Minturno. E' chiaro che
il mantenimento in vita
del giudice di pace dipende da una questione di
soldi e le difficoltà non
sono poche, visto che Santi Cosma e Damiano e
Castelforte, hanno detto
che non possono contribuire alle spese. In verità
anche più di qualche legale di Castelforte e Santi
Cosma e Damiano, nel
corso di un'altra riunione
tenutasi a Castelforte, ha
manifestato il proprio disinteresse al mantenimento in vita dell'ufficio del
giudice di pace di Minturno. Al termine dell'incontro sia il sindaco Graziano,
sia il vice Galasso che il
consigliere Bembo, che ha
promosso l'incontro, hanno ribadito che saranno
percorse tutte le strade
possibili per poter conservare il giudice di pace.
Inoltre il Comune sta facendo un pò di conti, per
valutare se esistono le
condizioni economiche
per poter mantenere da
solo le spese che dovranno
essere affrontate per la gestione dell'ufficio. Gli amministratori hanno infine
rimarcato che saranno investite le autorità preposte, in modo da non far
chiudere anche l'ultimo
ufficio giudiziario che è
rimasto a Minturno, la cui
pretura è stata guidata in
passato da magistrati di
spessore come Verde, Piccialli, Lepore ed altri.

CASA ALLAGATA E MOMENTI DI PAURA PER UNA FAMIGLIA DI VENTOSA






ACQUA in casa che fuorusciva dal pavimento,
blackout elettrico e tanta
paura. Questo è quanto
successo ieri alla famiglia
Casale, proprietaria di un
immobile nel centro storico di Ventosa, frazione di
Santi Cosma e Damiano.
Una giornata
da incubo
per padre,
madre e i due
figli minor e n n i ,   c ostretti ad abbandonare il
piano terra
del l’immobi -
le, tra l’altro
a c qu i s ta t o
nel giugno
scorso. I carabinieri della locale stazione sono
accorsi sul
posto non
appena segnalato l’al -
lagamento e
hanno verbalizzato quanto era accaduto. Secondo i
proprietari dell’app artamento l’allagamento potrebbe essere stato causato
dallo sversamento di un
«troppo pieno». «Abbiamo chiamato i vigili del
fuoco di Castelforte e i
tecnici di Acqualatina - ha
detto Pasquale Casale, padre del titolare dell’appar -
tamento - i quali sono
intervenuti assicurandoci
che il tutto era stato risolto. Ieri pomeriggio la situazione è di nuovo precipitata, con l’acqua che
passava attraverso i pavimenti, le porte, tanto da
costringerci a lasciare il
pianterreno, ovviamente
allagato. Abbiamo di nuovo chiamato Acqualatina,
perchè pensiamo che il
problema derivi dal serbatoio che si trova a circa
cento metri dalla casa.
Abbiamo subito danni incalcolabili e, anzi, per limitarli abbiamo cercato
con pale e attrezzi vari di
deviare il flusso dell’ac -
qua che si stava riversano
verso casa nostra. Una situazione veramente drammatica, che potrebbe interessare anche qualche alt r a a b i t a z i o n e ,   a l
momento disabitata perchè i proprietari abitano
fuori dalla frazione». Ventosa era già assurta agli
onori della cronaca non
troppo tempo fa per la
frana che aveva interessato la provinciale che collega la frazione pontina a
Coreno Ausonio, interrompendone di fatto i coll ega m e n t i .

LA CETRONE CI RICORDA LA STORIA: MA CHI CI STA DIETRO LE SOCIETà SERAL E SERAF CHE HANNO BENEFICIATO DEI FINANZIAMENTI REGIONALI PER REALIZZARE IL PROGETTO DI MUSEO MEDIALE?






"Comune situato in posizione nevralgica, durante l'ultimo conflitto mondiale si trovò al centro degli opposti schieramenti, subendo ogni sorta di violenza dalle truppe tedesche e marocchine e un gran numero di bombardamenti da parte alleata, che provocarono numerosissime vittime civili e la quasi totale distruzione dell'abitato. I sopravvissuti, costretti a trovare rifugio in varie località, resistettero impavidi agli orrori e ai disastri della guerra, offrendo un'ammirevole prova di coraggio ed amor patrio.” 



Queste le parole con cui si giustifica la medaglia al valore concessa proprio al Comune di Santi Cosma, che è capofila nell’importante progetto: Prom@mo “Progetto memoria della linea Gustav” per essere stato teatro delle atrocità consumatesi durante il secondo conflitto mondiale lungo la linea Gustav.
Santi Cosma e Damiano insieme agli altri 10 comuni facenti parte delle due associazioni SER.A.L per la Provincia di Latina e SER.A.F. per Frosinone, hanno aderito al progetto portato avanti grazie al cofinanziamento della Regione Lazio.
Il progetto è senza dubbio da lodare proprio perché si prefigge l’importante obiettivo di fornire tramite il web una documentazione esauriente ai cittadini di quello che è stata la battaglia combattuta sulla linea Gustav e del sacrificio dei loro cari, documentando tutto ciò che è stato conservato di quella triste esperienza maturata tra l’ottobre del 1943 e il maggio del 1944.
All’indomani, infatti, dell’armistizio firmato nella storica data dell’ 8 settembre 1943, si dispiegò la strenua strategia difensiva tedesca contro l’avanzata anglo americana secondo una logica che prevedeva il massimo sfruttamento delle condizioni geografiche. 
La linea Gustav, che era posta in buona parte nel territorio del Lazio meridionale, a 130 km dalla capitale e la cui base era nella valle del fiume Liri, alle pendici di Montecassino, sfruttava proprio le asperità dell’Appennino e dei monti Aurunci. 
Il Comune di Santi Cosma, così come gli altri comuni che hanno aderito al progetto sono stati tristemente coinvolti nel secondo conflitto mondiale proprio perché collocati lungo la Linea Gustav e sono stati sottoposti a soprusi di ogni genere sia da parte dei tedeschi che occupavano la Linea che degli alleati che l'hanno superata. 
L’importanza del “Progetto memoria della linea Gustav” risiede proprio nell’opportunità di conservare la memoria di queste violente e tragiche vicende, per ripudiare gli orrori della guerra e promuovere la pace, onorando il ricordo di quanti sono morti e sono caduti vittima di quel tragico avvenimento. 
Ricostruire un percorso della memoria significa non dimenticare e soprattutto non vanificare il sacrificio di molti, rendendo pubblico questo patrimonio di ricordi ed esperienze, condividendolo e arricchendolo. 

On. Gina Cetrone

sabato 27 ottobre 2012

L'AMMINISTRAZIONE DI MINTURNO ESPRIME LA FERMA VOLONTA' DI FAR RIMANERE GLI UFFICI DEL GIUDICE DI PACE NEL PROPRIO TERRITORIO.





L'UFFICIO del giudice di
pace deve rimanere a Minturno. Questa è la volontà
dell'Amministrazione comunale, che potendo contare su propri locali, potrebbe mantenere nella ex
pretura un ufficio che ha
un'ingente mole di lavoro.
Della vicenda si sta occupando in prima persona
Mino Bembo, delegato al
contenzioso dell'Amministrazione Graziano, che ha
convocato per questa mattina alle dieci una riunione
di tutti gli avvocati dell'estremo sud pontino. Una
seduta che avrà inizio alle
dieci all'interno dell'aula
consiliare e che intende
coinvolgere nell'iniziativa
anche i legali che abitualmente gravitano sull'ufficio di via Luigi Cadorna.
«La nostra volontà -ha affermato Mino Bembo- è
quella di cercare in ogni
modo di rimanere aperti e
per questo abbiamo chiesto
al funzionario responsabile
della contabilità comunale,
che ha dato la sua massima
disponibilità, di verificare
con controlli contabili, a
quanto ammontano le spese che si dovrà sobbarcare
il Comune. Circa il personale abbiamo avviato una
procedura di mobilità interna, chiedendo ai nostri
impiegati chi fosse disposto a trasferirsi negli uffici
del giudice di pace. Una
richiesta senza alcun impegno, ma alla quale hanno
già risposto quindici dipendenti. Intanto stamattina ci
incontreremo con i colleghi -ha concluso l'avvocato
Bembo- per avere anche un
sostegno da parte della categoria». Nei giorni scorsi
c'è stato un incontro anche
con alcuni Comuni viciniori che fanno capo al giudice di pace di Minturno, i
quali avrebbero fatto intendere che non hanno quella
disponibilità di cassa per
poter contribuire al mantenimento in vita dell'ufficio
di Minturno.

CAOS NEL SUD PONTINO PER IL MALTEMPO






GOLFO nel caos a causa
delle violente precipitazioni e della tromba
d’aria che lo hanno colpito nel pomeriggio di ieri a
partire dalle 17.30 tra
Gaeta, Formia e Itri. Critica la situazione in particolare sulla strada consortile che collega i Venticinque Ponti con Gaeta
dove si sono verificati allagamenti di sottopassi e
smottamenti. Proprio un
quarantenne di Gaeta, a
bordo di una Opel Corsa,
è letteralmente stato sommerso dalle acque, riuscendo a uscire in tempo,
all’altezza del bivio che
conduce verso il porto in
coincidenza di un sottopasso. Una donna a piedi,
invece, che ha avuto bisogno delle cure del 118, è
stata travolta da una frana
verificatasi nei pressi dei
depositi Agip. Per tutta la
serata la strada è rimasta
interdetta, bloccata nei
tre punti di ingresso,
nell’attesa di un mezzo
inviato dalla Provincia,
sua la competenza sull’ar -
teria viaria, per liberarla
dai detriti. Allarme poi,
anche ai depositi Agip dove, nel corso di
un travaso, si è
verificata una
perdita di gas
che ha reso
l’aria irrespirabile per qualche decina di
minuti. L’a llerta è rientrata
velocemente ma a ogni
modo è stato avvisato il
P r e f e t t o .   A n c h e   a
Sant’Agostino in località
Casalarga allagamenti generalizzati: per un residente si è trattato del quinto
caso in sei anni. Non migliore la situazione in via
Italo Balbo a Itri dove si
sono allagate diverse attività
c o m   m e rciali. E anche a Formia in via
Pa s q u a l e
Testa si sono aperte
voragini e sfoghi fognari
saltati per il violento deflusso delle acque meteoriche.
Da LATINA OGGI DEL 27.10.12

venerdì 26 ottobre 2012

ECCO COME CONTINUA AD INVESTIRE LA REGIONE LAZIO IN TEMPO DI CRISI: ASILI NIDO! L'ESEMPIO DELL'EFFICIENZA LO ABBIAMO A SANTI COSMA E DAMIANO OVE NELLA GESTIONE SI INVESTE CINQUANTA PER RICAVARE TRE!!!!!!








Ventuno nuovi asili nido saranno completati nel Lazio entro il 30 giugno 2013. Due di questi nella provincia di Latina”. A comunicarlo l’assessore regionale Aldo Forte, in seguito all’approvazione da parte della Direzione regionale Politiche sociali e Famiglia della graduatoria dei progetti comunali finanziabili, che segue la delibera che in agosto ha stanziato quattro milioni di euro per terminare i lavori degli asili nido pubblici già in costruzione nel Lazio. 



“Si tratta di risorse – spiega l’assessore regionale alle Politiche sociali e Famiglia, Aldo Forte – che abbiamo recuperato dopo un’attenta verifica sugli asili nido finanziati dalla Regione dal 2006 al 2010. Nell’ottica di una spending review che non taglia ma reinveste, ci è sembrato giusto revocare i contributi a quei progetti che non sono mai partiti per ridistribuirli sui quelli che al contrario sono stati avviati ma, a causa delle modifiche legislative che hanno fatto lievitare i costi, non sono stati completati. Quindi, con questo intervento – conclude Forte – ottimizziamo la spesa, riattivando risorse sul territorio, e potenziamo nel breve termine l’offerta di asili nido, fornendo un aiuto concreto a tante famiglie della nostra Regione”.
Nel dettaglio  i Comuni che hanno fatto richiesta di contributo e sono stati ammessi al finanziamento regionale sono: Nepi (300 mila euro), Broccostella (360 mila), Capranica (350 mila), Moricone (270 mila), Cervaro (62.494), Alatri (152 mila), Spigno Saturnia (50 mila), Alvito (45 mila), Ladispoli (330 mila), Orte (330 mila), Olevano Romano e Bellegra (120 mila), Sezze (25 mila), Morlupo (60 mila), Gallicano nel Lazio (140 mila), Viterbo (60 mila), Frosinone (60 mila), Vallerano (180 mila), Canino (84.511), Poggio Mirteto (74 mila), Bolsena (8 mila), Sutri (360 mila). 
La ridistribuzione delle risorse è avvenuta attraverso criteri diversi a seconda se si è trattato di un nido da realizzare con la costruzione di un nuovo edificio oppure attraverso la ristrutturazione di una struttura già esistente. Nel primo caso è stato assegnato un contributo di 20 mila euro per ogni posto bambino fino a un massimo di 600 mila euro; nel secondo caso un contributo di 10 mila euro fino a un massimo di 300 mila euro. Inoltre, la delibera ha stabilito i termini per la realizzazione delle opere: il 30 giugno 2013 per la fine dei lavori e il 30 settembre 2013 per l’autorizzazione al funzionamento. Il mancato rispetto dei termini comporterà la revoca del contributo, “perché – conclude Forte – bisogna dare tempi certi alle famiglie che attendono queste opere da troppo tempo”.

EVOTAPE: SI DISCUTE ANCORA DAL PREFETTO.







LA vertenza Evotape, lo stabilimento di Santi Cosma e
Damiano dove si producevano nastri adesivi ora sotto
controllo del curatore fallimentare, è tornata di stretta
attualità ieri mattina. Infatti
ieri mattina si è svolto un
incontro al quale hanno partecipato, tra gli altri, il Prefetto di Latina, l'assessore
provinciale D’Arco, l’ammi -
nistrazione di Santi Cosma e
Damiano, le organizzazioni
sindacali, un rappresentante
della Regione, il curatore fallimentare e una delegazione
della cooperativa Manucoop, guidata da Pasquale
Olivella, che, come è noto, è
intenzionata al fitto del ramo
d’azienda. Un tavolo istituzionale nel corso del quale è
stata prospettata l’ipotesi di
una riapertura della fabbrica,
ferma da quasi due anni, ma
che è stata preceduta dalla
consegna da parte della Manucoop al giudice fallimentare, che si sta occupando
della vicenda, del piano industriale. «Un piano - ha
detto Pasquale Olivella - redatto con tutte le indicazioni
delle commesse che eventualmente avremo e che offrono ampie garanzie. Lo abbiamo consegnato al tribunale in modo che il giudice
possa valutare quanto la Manucoop ha intenzione di fare». Manca un piano industriale, tra l’altro già in fase
di definizione da parte della
cooperativa, che attende l’ok
almeno per la concessione
dei macchinari e dei capannoni. Le condizioni ci sarebbero e le stesse maestranze
che hanno dato vita alla Manucoop sono fiduciose. Nel
corso dell’incontro di ieri
mattina tutti hanno espresso
la loro solidarietà e vicinanza
agli operai. Il curatore fallimentare Vincenzo Manciocchi, dal canto suo, ha precisato di non aver alcun pregiudizio verso una soluzione
positiva della vertenza, ma
ha anche giustamente sottolineato quelli che sono i compiti assegnatigli e previsti
dalle norme vigenti. Il funzionario regionale presente
ha anche spiegato che esistono degli istituti che finanziano a fondo perduto lo start
up, cioè l’avvio dell’a t t iv i t à
di fabbrica necessaria in casi
come questo. Un incontro
che gli stessi rappresentanti
degli operai hanno definito
positivo e che apre spiragli
positivi, in attesa delle decisioni del giudice fallimentare, che ad inizio del mese
aveva rigettato la richiesta di
fitto di ramo d’azienda presentata dalla Manucoop.

giovedì 25 ottobre 2012

SCANDALO REGIONE LAZIO: IMPROVVISAMENTE ALLA CETRONE RITORNA LA MEMORIA E PUBBLICA UNA LETTERA DELLA POLVERINI, CHE SI COMPLIMENTAVA DEL LAVORO (SIC!) DI TUTTI.







Scriveva in maniera diretta e personale per congratularsi del lavoro
svolto. Manifestava il suo sincero
apprezzamento a tutti i consiglieri
per il contributo generosamente
apportato per il raggiungimento
degli obiettivi. Riteneva perfetto ed
efficace il coordinamento tra giunta e consiglio. Sosteneva che l’Ente
era governato da una maggioranza
unita e intelligente, in grado di svolgere appieno il ruolo affidato. Era il
20 gennaio del 2012. Di lì a poco i
convincimenti della Polverini si sarebbero tramutati in polvere. Tanto da arrivare a dire che nessuno
era degno di sedere su quegli scranni e che li avrebbe mandati a casa
lei. La lettera, rimasta chiusa nei
cassetti per lungo tempo, è spuntata all’improvviso. A divulgarla è
stata la consigliera regionale Gina
Cetrone, ora anche lei nel vortice
dello sperpero dei fondi del Pdl per
via di soldi spesi per buffet elettorali. Dalle carte di Fiorito, infatti,
sono emerse due fatture con annotato il nome della Cetrone. La prima, di 4368 euro, si riferisce ad una
pubblicità elettorale nel comune di
Latina; la seconda, di 4056 euro,
per le affissioni alle amministrative
di Terracina. Altre, invece, riguardano tre buffet offerti ai sostenitori
della Cetrone, per un costo totale di
4240 euro. Le fatture, saldate a
quanto pare da Franco Fiorito,
hanno come causale: campagna
elettorale a Sonnino. Quei soldi,
però, sono finiti ad una lista civica
ispirata al partito di Berlusconi ma
non direttamente riferibile al Pdl.
La divulgazione della missiva da
parte della Cetrone, facendo salvo
il suo legittimo atto d’accusa nei
confronti di Renata Polverini, appare, quindi, a scoppio ritardato...