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mercoledì 30 gennaio 2013

CENTRALE NUCLEARE DEL GARIGLIANO: SILENZI ED OMISSIONI DELL'AMMINISTRAZIONE DI SANTI COSMA E DAMIANO.







CENTRALE NUCLEARE DEL GARIGLIANO: perché NON DICHIARARE ANCHE SANTI COSMA E DAMIANO SEDE DEL SITO VISTO CHE ESSA SI ESTENDE SUL NOSTRO TERRITORIO  PER UNA SUPERFICIE PARI A QUELLA DL COMUNE DI SESSA AURUNCA?
SE LA PROVINCIA CHIAMA, IL COMUNE NON RISPONDE, FORSE perché IL DELEGATO …..DORME!
Su come l’amministrazione Di Siena ha affrontato e sta affrontando la problematica relativa allo smantellamento della centrale nucleare del Garigliano c’è molto da discutere, e sinceramente non sappiamo a chi attribuire i meriti di ciò, vista la posizione di “dama di compagnia” assunta dai nostri amministratori.
Sono trascorsi i tempi ( ma quelli erano altri tempi ed altre maggioranze)  in cui il delegato dell’amministrazione veniva citato, in buona compagnia del compianto avvocato Tibaldi, in giudizio dal generale Jean, che riteneva le loro azioni dannose all’immagine della Sogin!
Adesso, invece, di fronte ad un procedimento penale, assunto dalla procura del Tribunale di santa Maria Capua a vetere, invece di costituirsi parte civile a difesa degli interessa della propria popolazione, i nostri amministratori, sicuramente su suggerimento del loro delegato al ramo, non trovano altro meglio che..scrivere, come se nella scrittura si fosse la soluzione del problema.
Sull’immobilismo e sulla teoria del “tiriamo a campare, perchè tengo famiglia” degli ultimi avvenimenti vale la pena soffermare un po’ di più la nostra attenzione.
Il consiglio provinciale nella seduta del 21 dicembre 2012, all’unanimità, su iniziativa dei consiglieri Franco Taddeo e Paolo Graziano, ha approvato un ordine del giorno che impegnava l’ente Provincia a farsi carico della richiesta, da inoltrare al Ministero dell’Ambiente, di “modificare l’individuazione del comune epr l’impianto elettronucleare del Garigliano, comprendendo anche il comune di Santi Cosma e Damiano, oltre che quello di Sessa Aurunca, visto che entrambi presentano un’analoga estensione territoriale interessata dall’impianto stesso”.
Sicuramente tale deliberazione è stata inviata anche al nostro Comune, ma, pur ritenendo i vari disguidi postali che possano aver interessato la trasmissione dell’atto, per cui diamo per scontato che non sia arrivato agli atti del comune, sicuramente i nostri amministratori e il loro attento delegato avranno appreso la notizia dagli organi di stampa, visto che il quotidiano “Latina Oggi”, domenica 23 dicembre 2012 a pagina 38, a firma di Gianni Ciufo, ne riportava un ampio resoconto, titolando “Servitù nucleare, Santi Cosma sia riconosciuta sede di impianto”, e  concludeva che “tale richiesta è giustificata dal fatto che su un’area di cento ettari di estensione della centrale ben cinquanta si trovano nel territorio del Comune laziale; non si capisce perchè ci debba essere una discriminazione tra Santi Cosma e Damiano e Sessa Aurunca, anche in termini dientità del ristoro economico dovuto ai Comuni considerati sede di impianto”.
Orbene la nostra amministrazione e il suo solerte delegato sono rimasti in un silenzio assordante, e in un immobilismo che è in netto contrasto con l’interesse generale della popolazione, che viene così sacrificato senza alcuna motivazione oggettivamente rilevabile, se non quella che l’iniziativa è partita dal consigliere provinciale Franco Taddeo, che nell’ambito dell’amministrazione comunale di Santi Cosma ricopre il ruolo di minoranza.
Adesso lo stesso Taddeo, unitamente ai consiglieri Ionta e Vellucci, torna alla carica chiedendo al sindaco Di Siena di adottare un documento analogo in consiglio comunale, che vada a supportare la richiesta fatta dall’ente provincia.
Se nello stesso  periodo prenatalizio il sindaco Di Siena era impegnato a rimettere il protocollo d’intesa con la provincia per la chiesa di Campomaggiore e non avrà avuto tempo per leggere quella richiesta relativa alla servitù nucleare, adesso è nell’interesse di tutti che tale atto sia adottato nel più breve tempo possibile ed è naturale pensare che esso troverà anche nell’assise comunale l’unanimità dei consensi.
 Anche questo è un modo come un altro, o forse migliore di altri,  per ricordare Marcantonio Tibaldi, che della lotta antinuclearista ha dipinto ogni giorno della sua vita e al quale, lassù, strapperemo un sorriso.

EX EVOTAPE: CASSA INTEGRAZIONE NEGATA SE I LAVORATORI NON RINUNCIANO ALL'INDENNITà DI PREAVVISO







NON sarà possibile riconoscere
la cassa integrazione in proroga
agli ex lavoratori della Evotape
di Santi Cosma e Damiano senza la rinuncia di tutti gli operai,
nessuno escluso, alla indennità
di preavviso. Questo è quanto ha
comunicato l'altro ieri il curatore fallimentare della ex Evotape,
Vincenzo Manciocchi, alle organizzazioni sindacali che il 21
gennaio scorso avevano depositato presso la cancelleria del Tribunale di Latina un'istanza inerente la concessione della CIG
in deroga ai 131 operai licenziati. Il giudice fallimentare del
Tribunale di Latina, Antonio
Lollo, con provvedimento del
25 gennaio scorso ha stabilito
che la curatela, prima di procedere alla richiesta di un incontro
presso la Regione Lazio finalizzato alla sottoscrizione dell'accordo per la proroga della CIG
in deroga (accordo che presuppone la revoca dei licenziamenti
intimati), dovrà preliminarmente acquisire le rinunce di tutti i
lavoratori, nessuno escluso, alla
indennità di preavviso. Quest'ultima fu inviata il 9 agosto
scorso e si annunciava che al 31
dicembre tutti gli operai sarebbero stati licenziati e messi in
mobilità. Ed in verità, nel corso
di un incontro, a cui parteciparono pure i sindaci, l'ex sindacalista e attuale presidente della
Mancoop (la cooperativa comprendente 53 ex operai Evotape
che ha fittato un capannone e dei
macchinari per riprendere la
produzione di nastri adesivi)
Erasmo Pasquale Olivella rimarcò che era necessario bloccare la procedura di mobilità,
per poter ottenere una nuova
Cig. Ciò era già successo in
precedenza, con l'ottenimento in
una settimana circa di altri sei
mesi di Cig, con l'iter che era
stato seguito dallo stesso Olivella e da altri sindacalisti. Il giudice fallimentare, ora, attenendosi
a quanto previsto dalle norme
vigenti, vuole acquisire le rinunce dei lavoratori, nessuno escluso. Per questo il curatore fallimentare ha invitato i sindacati a
verificare ed acquisire la disponibilità di tutti i 129 lavoratori
della Evotape licenziati a sottoscrivere un eventuale accordo
per la rinuncia all'indennità. Solo il mancato accordo di un singolo lavoratore non potrà rendere possibile alcun accordo regionale. Un incontro in Regione si
era tenuto il 18 gennaio scorso
tra le organizzazioni sindacali, il
curatore fallimentare dell'Evotape e la Regione, che aveva dato
l'ok alla Cig. Ma in quella circostanza fu sottoscritto il verbale
di incontro, nel quale si prendeva atto che il curatore fallimentare si riservava una risposta in
attesa delle decisioni del giudice
fallimentare Lollo, giunte l'altro
giorno.

martedì 29 gennaio 2013

CASTELFORTE:SALE LO SCONTRO TRA SINDACO E COVIELLO







E' ormai battaglia aperta tra il sindaco di Castelforte Patrizia Gaetano e il responsabile locale
dei Cristiano Popolari Vincenzo Coviello. Quest'ultimo ha replicato seccamente alle dichiarazioni del sindaco, accusato di non rispondere alle sue osservazioni. «Anzi - ha esordito Coviello
- trova scuse o amici comuni per farmi sapere che non la devo disturbare, anzi devo dimenticare
gli argomenti ai quali non può o non riesce a dare risposta. Sono stato molto dettagliato
nell'illustrarle quello che non funziona, ma a nessuna delle mie osservazioni ha risposto, se non
correndo di corsa ad otturare le buche di via Petronio. Allora, armato di macchina fotografica,
sono andato nel centro di Castelforte, via Pozzillo, a pochi metri dal comune, ed ho fotografato
una buca che né lei né i suoi collaboratori vedono; sono andato in via Vellota, Terza Traversa
ed ho trovato una ennesima discarica abusiva. E tutto ciò mentre i dipendenti comunali, su auto
private, controllano la differenziata dei nostri concittadini, lasciando le buste non conformi ai
lati dei marciapiedi per giorni e giorni solo perchè c'è una lattina nella busta dell'umido. Nessuno
si preoccupa dei rifiuti abbandonati, anzi non esistono per nessun ente, anche sovracomunale,
preposto al controllo dell'ambiente. Solo io li vedo e sembra che questo dia talmente fastidio
al manovratore della politica castelfortese che qualcuno, per zittirlo, gli propone di rinunciare
alle sue scelte e alla sua dignità. Il sindaco - ha proseguito il leader dei Cristiano Popolari -
farebbe bene a rispondere alle nostre osservazioni, non farci lezione dei suoi titoli accademici
evitando accuratamente ogni risposta compromettente. Come sta il bilancio comunale, come
stanno i debiti fuori bilancio, come paga l'avvocato visto il blocco delle consulenze? Perchè non
risponde alle interpellanze della minoranza? Che fine hanno fatto i soldi del mutuo per il
parcheggio di Suio e quelli del Costone di Suio? Che fine ha fatto la macchina per la pulizia delle
strade? Poi abbiamo scoperto, abbandonato all'interno del parcheggio comunale di Via
Capanna, ormai da mesi, un camion nuovo di zecca che sembra in dotazione all'ufficio tecnico.
Abbiamo forse comprato con i soldi dei contribuenti un camion, paghiamo bollo e assicurazione, e forse non abbiamo l'autista? Farà la fine della spazzatrice?»
Abbiamo forse comprato con i soldi dei contribuenti un camion, paghiamo bollo e assicurazione, e forse non abbiamo l'autista? Farà la fine della spazzatrice?»

FORTE-TESTA: TANDEM PER UN NUOVO GRUPPO CONSILIARE A CASTELFORTE, CHE ADESSO DIVENTA DETERMINANTE PER LA GESTIONE DELL'ATTIVITà AMMINISTRATIVA.








GIANPIERO Forte, attuale presidente del consiglio ed ex sindaco di
Castelforte, ha costituito un gruppo
autonomo insieme all'altro consigliere di maggioranza Alessandro
Testa, che è il capogruppo. La decisione assunta da Forte, depositata
ieri mattina in comune, giunge a
pochi giorni dalla sua autosospensione-uscita dall'Udc, partito che ora
all'interno del consiglio comunale
ha perso una pedina. Infatti la Vela,
subito dopo le elezioni, poteva contare su quattro unità: lo stesso Forte,
il sindaco Patrizia Gaetano, Angelo
Felice Pompeo e Alessio Fusco. Ora
gli esponenti dell'Udc sono tre,
mentre Vincenzo Gagliardi è un
esponente del Pdl, schieramento che
è stato di riferimento anche per
Alessandro Testa, ora capogruppo
del nuovo gruppo autonomo insieme a Gianpiero Forte. All'opposizione poi figurano i due consiglieri
Paolo Ciorra e Giancarlo Cardillo.
Dunque mutano gli equilibri all'interno del consesso civico di Castelforte e non sono esclusi colpi di
scena. Infatti sia Testa che Forte
fanno parte a tutti gli effetti della
maggioranza, ma bisognerà vedere
se il sindaco Gaetano adotterà dei
provvedimenti nei confronti del suo
presidente del consiglio Gianpiero
Forte, che può contare anche su un
assessore (Michela Terillo), nominata in quota Udc. Una partita a
scacchi, con mosse e contromosse che potrebbero far
chiudere prima del tempo la
legislatura. Bisognerà vedere
quali saranno gli sviluppi, anche in considerazione dei rapporti non proprio idilliaci esistenti tra Gianpiero Forte e il
sindaco. Del resto le avvisaglie c'erano già state nei mesi
scorsi, con le critiche mosse
da Forte a Patrizia Gaetano e
con frizioni poi ricomposte
dai «pompieri» di turno. Ma il
fuoco ha continuato a covare sotto la
cenere e certi episodi che si sono
verificati successivamente non hanno fatto altro che rendere ancora più
aspro il rapporto. Ed ora che succederà? Difficile dirlo, ma è chiaro che
proprio nel periodo della campagna elettorale
non ci dovrebbero essere novità. Dopo il 25
febbraio potrebbero arrivare le novità. Di certo c'è che la situazione
attuale ha reso meno
stabile la posizione del
sindaco, che, secondo
qualche voce non confermata, non avrebbe
problemi ad affrontare
un nuovo giudizio degli
elettori. Staremo a vedere.

domenica 27 gennaio 2013

SANTI COSMA E DAMIANO: L'AMMINISTRAZIONE GIà AUMENTA IL COSTO DEL SERVIZIO DI RACCOLTA E SMALTIMENTO DEI RIFIUTI (CHE OVVIAMENTE IL CITTADINO SARà CHIAMATO A PAGARE)!







L'Azienda C.S.A. di Castelforte, venuta alla ribalta qualche giorno fa per essere stata inserita nel piano di emergenza dei rifiuti della provincia di Roma, ha ricevuto l'affidamento del servizio di trasporto e smaltimento/recupero dei rifiuti urbani misti, biodegradabili e spazzatura stradale del Comune di Santi Cosma e Damiano sino al 31 marzo prossimo. Lo ha stabilito la giunta  comunale che aveva interpellato, con una indagine di mercato, le aziende Refecta di Cisterna, R.I.D.A. di Aprilia, C.S.A. di Castelforte, Kyklos di Nettuno e Fatone di Latina, per lo smaltimento/recupero del rifiuto indifferenziato, umido e spazzatura stradale. Due sole le offerte pervenute dall'azienda Fatone dalla C.S.A.; la prima ha presentato le seguenti tariffe: Smaltimento/recupero rifiuto indifferenziato 0,180 kg oltre Iva, 0,200 oltre Iva per l'umido e 0,220 oltre l'Iva per la spazzatura stradale. La C.S.A., invece ha presentato un'offerta di 0,130/kg al netto delle imposte e tasse ed è rimasta invariata rispetto al 2011; per l'indifferenziato l'offerta della C.S.A. è stata di 0,105 euro /kg oltre l'Iva e di 0,135/kg oltre l'Iva per l'umido. Un'offerta vantaggiosa per il Comune, considerando che nel 2012 sono stati conferiti alla C.S.A. (che gestiva il servizio) una quantità di rifiuti che ha visto una spesa complessiva di 118.426,04, Iva compresa, che per il 2013 è stato preventivato in oltre 211mila euro. Con le nuove tariffe, dovute all'aumento dei costi i trasporto e gestione, la spesa per il corrente anno si è incrementata di 18.660,00 euro.

sabato 26 gennaio 2013

INIZIATIVA CIVILE CONTRO L’IMU SULL’ABITAZIONE. L´IMU NON É UN´IMPOSTA SULLA PROPRIETÀ MA CONTRO LA PROPRIETÀ. PER QUESTO É INCOSTITUZIONALE.




L’IMU non è una imposta sulla proprietà, ma contro la proprietà ed il risparmio degli italiani.
Per questo, si può e si deve reagire per farne dichiarare l’incostituzionalità.
La reazione può essere sviluppata nelle seguenti quattro fasi:
Fase 1 – Istanza di rimborso.
Si può presentare al Comune istanza di rimborso dell’IMU pagata, corredata delle ricevute di pagamento.
L’azione anche di un singolo contribuente, meglio se assistito dalle Associazioni di tutela della proprietà o dai CAF, ovvero un’azione di classe collettiva può essere sviluppata attraverso una serie di “ricorsi pilota” – individuali o collettivi -  per innescare un meccanismo di cui tutti si potranno comunque giovare.

Fase 2 – Ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale
Decorsi 90 giorni dalla proposizione della istanza di rimborso, ed in caso di mancata risposta da parte del Comune, è possibile proporre ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale competente, evidenziando le ragioni di incostituzionalità dell’IMU e chiedendo la remissione degli atti alla Corte Costituzionale.

Fase 3 – Remissione degli atti alla Corte Costituzionale
È sufficiente che anche una sola delle Sezioni delle numerosissime Commissioni Tributarie italiane – verificata la fondatezza e la rilevanza della questione di costituzionalità proposta- rimetta gli atti alla Corte Costituzionale, perché questa sia tenuta ad esaminarla ed a pronunciarsi.
In caso di sentenza che dichiari l’incostituzionalità totale o parziale dell’IMU, tutti i contribuenti interessati – se non lo hanno già fatto – potranno chiedere e ottenere il rimborso di quanto ingiustamente pagato.
Fase 4 – Giudizio della Corte Costituzionale
L’IMU e’ una imposta incostituzionale. Piu’ che in se’, l’IMU e’ una imposta incostituzionale per effetto del meccanismo applicativo con cui e’ stata congegnata ed imposta dal Decreto Legge n.201/2011 (cosiddetto “Salva Italia”!)
I vizi costituzionali dell’IMU hanno soprattutto origine e derivazione dalla scelta di sviluppo della sua base imponibile, identificata in valori immobiliari che sono stati rivalutati di colpo e di imperio, in forma lineare, senza alcun collegamento con i valori economici reali sottostanti ed in più senza flessibilita’ nella previsione di criteri correttivi successivi.
Criteri di flessibilita’ che sono invece assolutamente necessari, dato che l’IMU e ‘ una imposta patrimoniale permanente. Una imposta che e’ stata dovuta nel 2012, ma che sara’ dovuta anche nel 2013, nel 2014, nel 2015, e cosi’ via all’infinito.
Un conto e’ infatti imporre un’imposta patrimoniale permanente in un contesto di economia normale, in equilibrio di mercato, con valori piu’ o meno stabili, con affitti e vendite normali, con conseguenti flussi di reddito sufficienti per pagare l’imposta.
Un conto e’ invece imporre un’imposta patrimoniale permanente nel durante di una gravissima crisi economica. Una crisi di cui l’IMU è essa stessa tra le principali cause, con il blocco del mercato, con il crollo dei valori, con le strade piene di cartelli “vendesi” o “affittasi“, con la progressiva rarefazione dei connessi flussi finanziari.
E’ cosi’ che, nella meccanica dell’IMU, l’errore iniziale di elevazione improvvisa, verticale della base imponibile, oltre ad essere sbagliato in sé, si moltiplica ed si amplifica irrazionalmente proprio con il progredire della crisi.
I valori immobiliari possono scendere o precipitare (ed in realta’ stanno davvero scendendo o precipitando), ma il debito di imposta resta sempre uguale!
Per cominciare, con effetti perversi di dissociazione dell’IMU dai principi costituzionali di capacita’ contributiva e di eguaglianza tra i cittadini.
E’ così che, a parita’ di presupposto di imposta – ad esempio, uno stesso tipo di casa – ci sara’ chi la puo’ conservare, perche’ ha altri redditi sufficienti per pagare l’IMU. Ci sara’ invece chi sarà costretto a venderla – la sua casa – perche’ privo di altri redditi con cui pagare l’IMU stessa.
E’ questo un assurdo ulteriormente incostituzionale, perché da una parte la Costituzionefavorisce l’accesso alla “proprieta’ dell’abitazione” e “tutela il risparmio“, dall’altra parte l’IMU va in direzione radicalmente opposta: non favorisce l’accesso ma il decesso della proprietà dell’abitazione; non tutela il risparmio ma attenta alla sua stessa principale base costitutiva.
Ancora, a proposito di imposta patrimoniale: chi davvero la vuole, dovrebbe tenere conto non solo dell’attivo, ma anche del passivo.
Ad esempio, chi oltre alla proprietà della casa (l’attivo) ha anche il mutuo contratto per pagarla (il passivo), e sulla casa stessa ha in più anche l’ipoteca, si trova in una condizione patrimoniale molto diversa da chi invece non ha né mutui, né ipoteche. Eppure il fisco ignora questa differenza e chiede a tutti e due lo stesso importo di imposta patrimoniale.
La differenza tra le due situazioni patrimoniali potrebbe anche essere considerata sopportabile, e dunque costituzionalmente legittima, se il carico fiscale fosse quantitativamente sopportabile. Ma questo non è certo il caso del sovraccarico IMU. E’ infatti questo uno di quei tipici (e giuridici) casi in cui è la quantità che fa la qualità.
E’ in tutti questi termini che l’IMU cessa di essere una imposta sul patrimonio, per diventare una imposta contro il patrimonio!
E’ in tutti questi termini che l’IMU si configura come un mostruoso mutante fiscale. All’origine, si pretendeva da parte del Governo che l’IMU fosse solo una imposta patrimoniale, per quanto pesante ma pur sempre un’imposta. Invece l’IMU ha subito perso questa forma, per diventare un vero esproprio senza indennizzo. Una prestazione imposta in forma ablativa, distruttiva, negativa. E cosi’ negativa da essere “suicida” per il fisco stesso, perche’ distruggendo la proprieta’, su cui insiste, l’IMU distrugge alla fine la sua stessa ragion d’essere.
Per tutte queste ragioni la legge istitutiva dell’IMU viola i seguenti principi costituzionali: “capacita’ contributiva” (art.53); “uguaglianza” tra i cittadini (art.3); favore per l’accesso popolare alla “proprieta’ dell’abitazione”  (art.47) ; tutela del “risparmio” (art.47).
In questa fase, l’opinione pubblica ha un ruolo essenziale, non solo per creare una massa critica di ricorsi, ma anche per esercitare una pressione democratica sugli organi preposti a decidere, e sugli stessi organi legislativi, che possono in ogni momento intervenire per rimuovere gli elementi di incostituzionalità.
Vi invitiamo a seguirci su Twitter #IMUingiusta,
su Facebook http://www.facebook.com/pages/Giulio-Tremonti/471855772852792
ed in tutte le iniziative che seguiranno.




STRANO FURTO A SANTI COSMA E DAMIANO: RUBATA LA SEGNALETICA STRADALE!






NELLA nottata di ieri nel territorio
del comune di Santi Cosma e Damiano ignoti hanno messo a segno un
insolito colpo. Si tratta del furto di
segnaletica stradale. In particolare
sono due le zone prese di mira dai
balordi: le traverse che collegano a
via Baracca da via ex Ferrovia. Questa zona di Santi Cosma negli ultimi
tempi è stata oggetto di una piccola
rivoluzione della viabilità tesa alla
messa in sicurezza. Negli anni infatti
sono stati numerosi, a volte anche
con esiti tragici, gli incidenti che si
sono registrati in prossimità di quegli
incroci. Per limitare i sinistri l’ammi -
nistrazione comunale di concerto con
il settore viabilità e i vigili urbani
hanno fatto dei cambiamenti. Ai
doppi sensi sono stati sostituiti i sensi
unici con tanto di segnaletica. Evidentemente tale cambio non deve
essere stato gradito a
qualcuno che ha pensato bene di togliere i segnali sradicandoli con
tutto il palo piantato
nell’asfalto. La scoperta è stata fatta ieri mattina preso da parte di
alcuni cittadini che abitano nella zona, quando
hanno visto le macchine
procedevano a doppio
senso non rispettando la nuova viabilità. Insomma una protesta che
avrebbe potuto provocare incidenti
gravi dal momento che chi ormai si
era abituato ai sensi unici avrebbe
potuto trovarsi di fronte una macchina inaspettata. Sul luogo sono intervenuti i vigili urbani
che hanno accertato il
fatto e redatto una informativa di reato per il
furto che è stata fatta
recapitare alla Procura
della Repubblica di Latina. Inoltre nella giornata di ieri in fratta e
fura sono stati ordinati
dei nuovi cartelli per
rimpiazzare quelli rubati, cosa che ha comportato con una
ulteriore spesa per le casse comunali.

L'AMMINISTRAZIONE DI SIENA ALLA PROVA DELLA TRASPARENZA: IL CONSIGLIERE IONTA INVITA LA COMMISSIONE ELETTORALE A SORTEGGIARE GLI SCRUTATORI!







Disoccupati al di sotto dei 35 anni,sorteggiati tra coloro che ne facciano richiesta. Questa la proposta lanciata da Ivano Ionta, consigliere di opposizione al Comune di Santi Cosma e Damiano, il quale ieri ha inviato la sua richiesta al sindaco della città dei santi medici, Vincenzo Di Siena. Ionta, che è componente della commissione elettorale, ha lanciato la sua proposta «in considerazione del momento contingente di crisi che interessa l'intero tessuto sociale del comune di Santi Cosma e Damiano. Proprio in ossequio ai principi di equità, trasparenza e imparzialità -ha proseguito Ionta- che ho proposto la nomina degli scrutatori avvenga per sorteggio nell'ambito di un elenco di persone che ne facciano richiesta e che abbiano come requisiti un'età non superiore a trentacinque anni e che siano disoccupate». Ivano Ionta, eletto nella lista di minoranza insieme all'ex sindaco Franco Taddeo e Alfieri Vellucci, ha chiesto una risposta urgente, in considerazione dei tempi estremamente ridotti entro i quali bisognerebbe attuare le procedure richieste. Una richiesta che sarà ora vagliata dal sindaco di Santi Cosma e Damiano, Vincenzo Di Siena, che dovrà valutare la proposta, anche in considerazione del fatto che un elenco degli scrutatori già è in possesso degli uffici comunali, ma questo non impedisce che le scelte possano disattendere quei valori di "equità, trasparenza e imparzialità", a cui Vincenzo Di Siena si è richiamato durante la campagna elettorale. Il consigliere Ionta con la sua richiesta fornisce agli amministratori la possibilità di passare dagli slogan e dalla propaganda ai fatti!

giovedì 24 gennaio 2013

SANTI COSMA E DAMIANO :I SOLDI CI SONO, LE OPERE SONO FINANZIATE, MA I CANTIERI NON APRONO...E A PAGARE è SEMPRE IL CITTADINO!





«A distanza di tre anni dal finanziamento da parte della Provincia per la messa in sicurezza della strada provinciale Ausente ancora non sono stati effettuati i lavori. Per questo motivo ho chiesto al presidente della Provincia, Armando Cusani, che nel caso ci fossero ulteriori ritardi di valutare se l'ente di via Costa possa sostituire il Comune per la re ali zza zio ne  d e ll ' o p e ra » . La richiesta è stata presentata ieri mattina al presidente della Provincia dal consigliere dello stesso ente, Franco Taddeo, il quale ha rimarcato come i 350mila euro stanziati nel giugno del 2010, non siano stati utilizzati dal Comune. «L'intervento -ha detto Taddeo - riguarda la realizzazione di marciapiedi e pubblica illuminazione sulla strada provinciale Ausente (via Francesco Baracca, Grunuovo), per metterla in sicurezza. Il contributo è stato elargito dopo la richiesta presentata dal Comune il 20 ottobre del 2009, attestando l'immediata cantierabilità del progetto trasmesso in Provincia. Questa realizzazione avrebbe potuto, forse, evitare incidenti recenti, uno dei quali è costato la vita ad un cittadino, travolto, di sera, da un'auto sul ciglio di via Francesco Baracca. Ho invitato il presidente Cusani a verificare le intenzioni del Comune di Santi Cosma e Damiano, visto che i lavori di questa opera non sono  co mi nci at i,  n   o   n o   s   t   a n   t   e siano trascorsi tre anni. Vista l'urgenza e la necessità dell'intervento ho anche proposto a Cusani di valutare se si possa sostituire la Provincia al Comune per la realizzazione dell'opera mediante l'organo tecnico provinciale. Questa soluzione metterebbe finalmente in sicurezza la viabilità della strada provinciale, così come ritenuto urgente ed improrogabile dal Comune di Santi Cosma e Damiano da circa tre anni».